INCONTRO CON UN'ARTISTA ...

UN'INSEGNANTE, UN'AMICA : FIORENZA DE ANGELIS

Fiorenza de Angelis: è sempre con affetto e riconoscenza che penso a questa artista, donna eccezionale, forte, coraggiosa, severa, ieratica e intransigente, eppure così dolce, affettuosa, comprensiva, madre e maestra di vita con una presenza di spirito come ho ritrovato in pochissime altre persone. Una figura drammatica, a tinte forti, pioniere del suo tempo e difficilmente compresa.

Ho avuto la fortuna e l’onore di essere suo allievo da giovane e poi assistente nello studio in Piazza S. Croce e in quello di Via dei Della Robbia, a Firenze, condividendone per nove anni la vita di tutti i giorni. All’inizio potevo solo apprezzarne la sicurezza, la vasta cultura, la conoscenza e la potenza creativa, ma con il tempo ho imparato a conoscere la donna, madre di quattro figlie e vedova in giovane età che è riuscita, dopo aver accudito il marito e le figlie, a dedicare la vita alla ricerca artistica. Quando la sentii parlare per la prima volta rimasi folgorato ed affascinato e pensai “… questa è arte, arte vera, non quella delle Accademie!...”. Poi appresi che la sua ricerca si rivolgeva allo Spirito, a ciò che di spirituale si esprime nel mondo.

La scopersi docente di oltre dieci corsi di pittura settimanali e seminari mensili in tutta Italia e responsabile del gruppo di studio di Antroposofia di Firenze. Come un sole umilmente si pone al centro ed elargisce e dona calore, luce e vita tutto all’intorno senza pregiudizi, così era questa donna eccezionale capace di essere fulcro di una serie di attività culturali e di formazioni artistiche e terapeutiche in Firenze che riunivano attorno a lei le persone più diverse, i destini più disparati. Per tutti c’era un’attenzione, un ascolto pieno di saggezza, pur mantenendo i rapporti nel massimo rispetto della libertà e individualità.

Si respirava un’aria rinascimentale e greca al tempo stesso che dava nutrimento all’anima e allo spiritoL’opportunità di essere assistente mi permetteva di seguire tutti i corsi e seminari ascoltando più volte le lezioni dalla viva voce di Fiorenza (mai uguali anche se sullo stesso argomento) e, aggiungendo poi un lavoro di trascrizione appunti e di attività di insegnamento, iniziai a rendermi conto della preziosità, della profondità e della vastità di quel sapere che non rimaneva fine a se stesso ma poteva influire e compenetrare la vita di tutti i giorni. L’arte era considerata una ricerca seria, sacra, capace di immergersi e sondare il mondo della natura, dell’anima umana e delle altezze dello Spirito.

C’era un grande rispetto e una grande riconoscenza per gli artisti del passato e il loro lavoro, a volte condotto in condizioni disperate, quali esempi di come l’arte può cogliere e donare verità all’umanità trasformando la vita stessa. Fiorenza è un’artista, scienziata e ricercatrice che ancora attinge, con totale dedizione, ai misteri del mondo e dell’essere umano come si può ammirare nei suoi quadri, non sempre di facile interpretazione.
Come per gli artisti del passato, i moderni e i contemporanei, ritengo debbano passare anni, o anche secoli, prima di comprendere cosa veramente è stato colto di verità profonda nelle opere di questa artista. Si cimenta nei temi più ardui come i rapporti dei colori complementari capaci di nascondere una trinità spirituale in una dualità sul piano fisico e quali capacità sono richieste all’essere umano per conquistare tali complementarietà: un pensiero attivo per il rosso e il verde, anima fraterna per il blu e l’arancio, autoeducazione ed evoluzione spirituale per il giallo e il viola.

Con la stessa intensità e lo stesso amore conoscitivo affronta il mistero del bianco e del nero, due porte che collegano l’essere umano alla sua parte spirituale sia dal fisico che dall’anima creando un unico cerchio visibile/invisibile. Moltissimo ci ha dato riguardo la distinzione fatta dal dr. Steiner sui colori splendore e colori immagine: i primi come presenze attive, trasformatrici, in movimento e i secondi come riflessi di realtà, fermi, nella forma, ma con la possibilità in futuro di essere capovolti come reale forza creativa umana. E poi le ricerche che riguardano il destino, il karma, con il misterioso indaco che fu proibito usare per molto tempo.

Proprio il destino le ha portato incontro in tarda età una prova/possibilità che si manifesta come malattia o evento della vita: un ictus che le ha chiesto di diminuire drasticamente le sue molte attività verso l’esterno in dedizione verso gli altri, per potersi rivolgere interiormente alla ricerca dell’essenza spirituale dei colori

Con stima ed affetto.

Stefano

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